Alcuni quotidiani economici si sono affrettati a dire che si tratta del giorno più temuto dalla comunità finanziaria. Il riferimento è al giorno in cui l’agenzia di rating Moodys, annuncerà la volontà o meno di rivedere al ribasso l’outlook di 114 banche e 16 paesi. 

In pratica l’agenzia di rating Moody’s è chiamata a profetizzare in base ai dati finanziari in suo possesso chi effettivamente ce la farà a superare la crisi e chi invece resterà invischiato in mille difficoltà. Da Wall Street si chiedono se i colossi statunitensi riusciranno a reggere il peso della valutazione.

Per esempio tra le 114 banche per cui si attende il giudizio ci sono anche 17 istituti statunitensi. Il Financial Times, con un po’ di anticipo prevede che Morgan Stanley sarà considerato l’anello debole del sistema perchè nel suo gruppo è il più vulnerabile.

Goldman Sachs e JPMorgan Chase, invece, non vedranno tagliare il rating dei loro istituti fino al livello junk. I vari downgrade danneggeranno il business dei derivati. Ci potrebbe essere un taglio nel volume del trading anche per BlackRock.

Sembra invece intenzionato a valutare positivamente la situazione il capo della Bank of New York Mellon, che potrebbe cogliere un vantaggio dal downgrade dei concorrenti. La preoccupazione comunque resta ed è arrivata fino al Fondo Monetario Internazionale.