Prosegue l’iter presso la commissione Industria del Senato del decreto liberalizzazioni che, dopo le votazioni sugli ultimi emendamenti, approderà domani all’esame dell’aula di Palazzo Madama. Ieri sera la Commissione ha approvato l’emendamento dei relatori che rivede i criteri per la separazione proprietaria fra Eni e Snam.

Le novità introdotte

L’operazione si dovrà concludere al più tardi entro settembre 2013 e, per eliminare qualsiasi incertezza interpretativa, l’emendamento sancisce in modo più esplicito che la separazione riguarda Snam come holding, quindi non solo la rete di trasporto del gas ma anche le attività di stoccaggio, rigassificazione e distribuzione.

Inoltre, il riferimento esplicito alla disciplina europea pone le basi per una forte limitazione della presenza di Eni nel capitale di Snam dopo la separazione, con una quota residua che per governo e partiti non deve superare il 5%.  Il presidente del Consiglio dei ministri entro il 31 maggio del 2012, dovrà emanare un decreto che disciplina i criteri di separazione.

Tra le altre novità introdotte ieri è spuntato un “balzello” pari allo 0,08 per mille del fatturato risultante dall’ultimo bilancio delle società di capitale con ricavi superiori ai 50 milioni di Euro e che servirà a finanziare l’Antitrust.