Non confortanti le indicazioni arrivate oggi dagli indici Pmi europei e dall’Ifo tedesco che fanno pensare a una più marcata decelerazione economica nel secondo trimestre dell’anno. Deboli indicazioni che hanno spinto l’euro ad aggiornare i minimi di periodo a quota 1,2515, che corrisponde con il livello più basso dal luglio 2010. Tensioni sui mercati legate anche alla crisi greca che hanno spinto il future sul Bund decennale a toccare i nuovi massimi a quota 144,40 punti con rendimento sceso all’1,35%. Ieri il Bund trentennale è sceso per la prima volta sotto la soglia del 2%.

In calo Pmi manifatturiero Germania ed Eurozona

La lettura preliminare dell’indice Pmi manifatturiero tedesco ha evidenziato un calo a quota 45 punti dai precedenti 46,2, mentre gli analisti si aspettavano un rialzo a 47 punti. In calo anche l’indice Pmi manifatturiero dell’eurozona a quota 45 punti dai 45,9 precedenti.

Discesa Ifo di maggio preannuncia rallentamento economia tedesca

Decisamente inferiore alle attese anche l’indice tedesco Ifo sul clima degli affari a maggio che si è attestato a 106,9 punti dal precedente dato pari a 109,9 punti (consensus era 109,4 punti). Sensibile discesa anche per il sotto-indice relativo alla condizione corrente a 113,3 punti dai 117,5 di aprile, mentre quello delle aspettative scende a 100,9 punti da 102,7.
“Le prospettive economiche sono tutt’altro che ottimistiche – commenta Vincenzo Longo, Market Strategist di IG Markets Italy – con solo il calo dell’euro che potrebbe tenere a galla l’economia tedesca, principalmente basata sulle esportazioni. Confermiamo la view secondo cui la bottom area non è stata ancora toccata e potrebbe essere sfiorata durante l’estate, con timidi segnali di ripresa che potrebbero esserci solo in autunno”.