Uno sguardo alle performance dei titoli in apertura lunedì mattina, non dà sicuramente fiducia agli investitori che guardano di cattivo occhio la finanziaria italiana ma sono preoccupati anche per le soluzioni da adottare nei confronti della Grecia.

Il Vecchio Continente sembra arrancare nel panorama borsistico: sarà l’età ma riprendersi dagli shock come la crisi greca o il venerdì nero italiano, sembra sempre più difficile. Adesso per esempio si discute molto della Grecia e gli investitori sono in attesa di giovedì.

Quasi a conclusione della settimana finanziaria, infatti, si riuniranno a Bruxelles i capi di stato e di governo dei Paesi dell’Unione. L’ordine del giorno è molto chiaro: si deve decidere come andare avanti con gli aiuti alla Grecia. Il secondo pacchetto di aiuti è importante per rassicurare gli investitori, ma si dibatte sul ruolo che devono avere gli attori privati.

Da un lato c’è la proposta di Angela Merkel che rilancia l’ipotesi dell’intervento volontario e significativo del settore privato. Sull’altra sponda c’è Lorenzo Bini Smaghi che, in qualità di consigliere esecutivo della BCE, vorrebbe passare la patata bollente al Fondo di stabilità EFSF.

Intanto gli stress test che hanno interessato gli istituti di credito europei, mostrano che 82 banche su 90 hanno superato la verifica. Quindi per mettere un punto alla fase speculativa, c’è proprio bisogno delle decisioni del prossimo meeting UE.