Terza puntata sul diluvio di scadenze fiscali per il mese di dicembre. Le prime due puntate le ho dedicate alle scadenze del 2 dicembre, che spaziano da acconti Irpef e Ires, a quelli Irap e per la cedolare secca. Oggi ci occupiamo dell’ultima ondata di scadenze che dovrebbe rovesciarsi su noi poveri contribuenti italiani al 16 dicembre.

Bisognerà pagare il saldo Imu – con il rischio che vengano chiamati a pagare anche i proprietari di prime case. Il saldo per chi ha seconde case, negozi, alberghi, capannoni e centri commerciali sarà maggiore dell’acconto, visto le raffiche di aumenti previsti dalla maggior parte dei comuni italiani.

Sempre a metà dicembre, in diversi comuni ci sarà da versare anche il saldo dell’imposta sui rifiuti. Anche dove si continuano ad applicare le vecchie tariffe, ci sarà da pagare la maggiorazione Tares:  30 centesimi al metro quadrato che porteranno un miliardo nelle casse statali

La situazione della tassa rifiuti è quantomai caotica: comunque sia la fattura per i rifiuti sarà più salata dove è entrata in vigore la Tares, mentre dovrebbe risparmiare chi sarà soggetto alle vecchie regole – e dovrà versare Tarsu o Tia.

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