Siamo alle solite. Tra poco più di due settimane scadrebbe la seconda rata dell’Imu, e non sappiamo ancora se questa verrà cancellata per la prima casa. il governo Letta non sa ancora bene quali siano le coperture finanziarie per compiere questo passo… La mancata quadratura dei conti è determinata dagli aumenti che tanti comuni hanno deliberato un aumento dell’Imu per l’anno in corso. E quindi bisognerebbe trovare un altro mezzo miliardo – a cui bisognerebbe aggiungere i soldi per esentare dall’Imu anche immobili e terreni agricoli

Per questo in questi giorni stanno circolando delle bozze di decreto in cui si prevede che i proprietari di prime case dovrebbe sobbarcarsi al differenza di gettito tra il 2012 ed il 2013… A parte il fatto che il tempo stringe, la scelta potrebbe comportare una grossa tempesta politica perché molti proprietari di prima casa si troverebbe così a pagare quest’anno una cifra superiore a quella versata nel 2012.

Come mai? La differenza è rappresentata dalle detrazioni, che in questo caso non varrebbero. In alcuni casi si pagherebbe il doppio o il triplo di quanto pagato per l’Imu nell’anno passato. Visto che questa soluzione è difficilmente praticabile, i tecnici del governo starebbero studiando una vera e propria acrobazia contabile… I comuni iscriverebbero in bilancio un’entrata per l’anno in corso che il governo rimborserebbe effettivamente solo nell’anno venturo. Il problema è che questo passaggio aumenterebbe il deficit dello 0,03%. Può sembrare poco ma potrebbe spingere l’Italia al di sopra del 3% nel rapporto deficit/Pil richiesto dall’Europa.

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