Dopo le dimissioni di Berlusconi l’umore degli italiani, almeno di quelli che hanno un account Facebook, è sensibilmente migliorato ma in corrispondenza della seconda fase del rilancio del paese la situazione torna ad essere parecchio difficile. L’ingresso nella scena politica e finanziaria dell’esecutivo tecnico capitanato dal nuovo Mario Monti, almeno in una prima fase, ha dato respiro ai mercati che adesso riflettono le preoccupazioni di un paese sull’orlo della recessione.

Non è una prospettiva, la recessione, soprattutto nel primo trimestre del 2012, ma è un dato di fatto. Peccato che l’inizio del prossimo anno corrisponda anche con l’avvio della seconda fase del progetto Monti per il rilancio dell’Italia.

In primo piano ci sono le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, la scuola e il settore della ricerca, infine le infrastrutture. Tre pilastri che devono essere risanati prima che la recessione sia troppo evidente.

Le stime sulla crescita del Pil parlano di un -0,2% per il periodo che va da gennaio a marzo 2012, anche se Confindustria e Bankitalia sono molto più “pessimiste” con previsioni prossime rispettivamente al -1,6% e al -0,4 per cento.

Non mancano, almeno nelle intenzioni, gli strumenti per invertire la tendenza: l’ampliamento sul cuneo fiscale, i sostegni alla disoccupazione e gli sconti fiscali per le famiglie.