In termini tecnici si parla di IPO, acronimo di Initial Public Offering, ossia offerta pubblica iniziale.

In termini pratici si intende il collocamento di azioni in Borsa. Stiamo parlando di SEA, società aeroportuale degli scali milanesi di Malpensa e Linate che dopo un lungo tira e molla ha finalmente ufficializzato il proprio imminente sbarco sul listino milanese. Ieri è infatti iniziato il Roadshow che durerà 2 settimane e che, salvo imprevisti, vedrà collocare sul mercato 58,52 milioni di azioni, di cui massime 24,4 mln di titoli rinvenienti da aumento di capitale e 34,12 mln dalla cessione della quota di ASAM Spa.

Si tratta del maggior collocamento del mercato italiano del 2012. Post vendita azioni e sottoscrizione dell’aumento di capitale Sea avrà una capitalizzazione borsistica, sulla base del range indicativo, compresa fra 906 milioni e 1,218 miliardi di euro. E’ proprio la forchetta di prezzo dell’offerta il tema dove, molto probabilmente, si giocherà il successo del collocamento.
Per il momento è stato definito un range di prezzo a dir poco ampio: si passa da un minimo di 3,2 ad un massimo di 4,3 euro per azione.

L’offerta prevede un incentivo per l‘investitore retail che decidesse di puntare sulla società. L’offerta riservata al pubblico indistinto prevede una Bonus Share di 1 azione ogni 20 (5%) per chi manterrà il titolo per almeno 12 mesi dal collocamento. Premio che sale per i dipendenti a 17 azioni gratuite ogni 250 titoli (6,8% circa) e a 1 ogni 15 azioni (6,666%) ai residenti delle aeree limitrofe alle zone aeroportuali lombarde; in particolare parliamo dei residenti delle province di Milano, Monza-Brianza, Varese e Novara.

Il presidente Bonomi nel corso della sua presentazione ha sottolineato il forte interesse dimostrato dagli investitori istituzionali, italiani ed esteri. “E’ un momento propizio per investire nella nostra società”. “Siamo risoluti ad affrontare quest’ultima fase del processo di quotazione; siamo fiduciosi perchè il mercato mostra grande interesse” ha precisato il presidente di Sea. Ora la palla passa ai mercati. Resta da dire che nonostante l’ottimismo mostrato dal management il momento storico scelto per il collocamento delle azioni in Borsa non è certo dei più felici. Il tempo ci dirà chi avrà avuto ragione.