Borse in calo e titoli di Stato di nuovo sotto tensione.
Se la Banca centrale del Giappone ha deluso le attese di nuovi interventi monetari espansivi, rialzando il giudizio sull’economia nipponica, l’inizio, ieri a Karlsruhe, del giudizio di legittimità della Corte costituzionale tedesca sul programma Omt (il cd scudo salva-spread), di cui la Bce si è dotata lo scorso settembre e che le permette di acquistare titoli di Stato di Paesi in crisi per un importo pressoché illimitato, ha generato nuove tensioni sui debiti sovrani (e su ogni Piazza).
Il programma, per quanto mai utilizzato fino ad oggi, ha avuto un grosso effetto deterrente contro la speculazione sull’euro e i debiti sovrani e la sua messa in discussione rischia ora di far saltare la tregua così faticosamente (per i contribuenti) raggiunta dai mercati.
Le parole di ieri mattina del presidente della Corte Andreas Vosskuhle, inoltre, non hanno di certo aiutato a mitigare il clima negativo del momento: il giudice ha dichiarato, infatti, che il giudizio di costituzionalità sullo scudo anti-spread della Bce dovrà necessariamente prescindere dal ruolo che esso ha avuto nel calmierare le tensioni sui debiti sovrani.
Segno meno, di conseguenza, su tutte le Piazze, con gli indici in negativo fin dai primi scambi e che hanno mitigato le perdite solo nel finale: Milano ha chiuso la seduta perdendo l’1,63%, Parigi l’1,59%, Madrid l’1,57% e Francoforte l’1,38%. Lo spread Btp-Bund, dopo aver raggiunto quasi 285 punti dai 270 iniziali, ha chiuso a 275 punti base e il rendimento del titolo di Stato decennale si è fissato al 4,36%, dopo che in giornata aveva toccato anche quota 4,47%: aumenti che hanno fortemente penalizzato i titoli bancari, vista l’esposizione degli istituti nostrani in Bot e Btp.