L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione 55/E per rispondere sulle agevolazioni per le ristrutturazioni, considerando il caso di un utente che aveva sostenuto delle spese ma effettuando dei bonifici incompleti. 

L’Agenzia delle Entrate è rigorosa: se il bonifico è incompleto il bonus sconto del 36% viene a mancare. Si parla di bonifico incompleto quando mancano i riferimenti normativi e il numero di partita IVA del beneficiario.

In questo caso chi emette il bonifico non ha diritto ad usufruire della detrazione al 36% per le spese di ristrutturazione. Una risposta che nasce dalla considerazione del caso di un contribuente che si è visto negare lo sconto.

Il contribuente aveva acquistato un box pertinenziale e voleva usufruire dello sconto per gli interventi di recupero edilizio. Per questo aveva fatto un bonifico di 11 mila euro. Peccato che abbia dimenticato di inserire il riferimento alla legge 449 del 1997 e abbia omesso il codice fiscale del beneficiario.

Senza il riferimento normativo, tra l’altro, l’impresa ricevente aveva incassato per intero l’importo senza applicare la ritenuta del 4% a titolo d’acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari.

Per ottenere il bonus, invece, i pagamenti devono contenere nella causale il codice fiscale del beneficiario della detrazione, la partita IVA o il codice fiscale del destinatario del pagamento.