La minaccia di sette giorni di sciopero da parte dei giornalisti e poligrafici di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport ha ottenuto il risultato sperato: il management di Rcs, con l’ad Pietro Scott Jovane in testa, ha deciso di sospendere l’auto-assegnazione di ricchi bonus, che avrebbe dovuto essere discussa e approvata venerdì 28 marzo. La sospensione sarebbe giunta anche grazie all’intervento diretto del direttore del Corsera Ferruccio De Bortoli (foto by InfoPhoto), che avrebbe addirittura minacciato le dimissioni se non si fosse giunti all’immediato ritiro di una richiesta di premi che i Comitati di redazione ritengono, evidentemente con qualche ragione, “vergognosa e inaccettabile”.

L’ennesima protesta dei giornalisti di Corriere e Gazzetta era scaturita dall’annuncio che Scott Jovane e altri 20 manager, nel corso del CdA previsto per domani, avrebbero richiesto l’attribuzione di una serie di bonus (si parla di circa 9 milioni di euro totali) come premio per aver consentito all’azienda stessa di risparmiare circa 92 milioni di euro. Niente di strano, in teoria, se non fosse che parte di quei 92 milioni di euro sono stato ottenuti grazie alla riduzione dei costi del personale, comprensivi di centinaia di licenziamenti e chiusura totale di alcune testate. Una mossa che, comprensibilmente, alle orecchie dei CdR è suonata sballata nelle tempistiche e oltraggiosa nel concetto.

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