I benzinai, come i tassisti, ritengono di essere una delle categorie più colpite dalle liberalizzazioni che il governo vuole rendere esecutive entro la fine di gennaio e prima dei prossimi incontri di Bruxelles. Le liberalizzazioni, da un certo punto di vista, dovrebbero far tornare qualche soldo nelle tasche dei consumatori, o almeno così si spera visto che aumentando la concorrenza in un settore, potrebbero diminuire i prezzi.

Questo è uno scenario plausibile soprattutto nella rete di distribuzione dei carburanti dove dando la possibilità ai gestori delle pompe di non rifornirsi da un unico fornitore, si potrebbero approvvigionare anche su mercati più convenienti rendendo verde e gasolio a prezzi competitivi agli utilizzatori finali.

Peccato però che i benzinai non siano d’accordo e oltre a reclamare un confronto con il premier, siano anche intenzionati ad incrociare le braccia per una settimana circa. Sono d’accordo sullo sciopero le due associazioni di gestori aderenti a Confcommercio: Figisc e Anisa.

Secondo le due associazioni, il fatto di intervenire sulla fornitura di carburanti non inciderebbe in alcun modo sui prezzi. L’unico effetto, dicono Figisc e Anisa, è che molto gestori saranno fatti fuori dalla rete. In più ci sarebbe la norma legata all’autorizzazione alle pompe a funzionare 24 ore su 24  che rischia di far morire l’intera categoria.

Le modalità e i giorni dello sciopero non sono ancora conosciuti.