L’adesione allo sciopero generale di ieri da parte dei distributori di carburanti è stato molto elevato, nonostante, ricordano i sindacati del settore, le pressioni delle compagnie petrolifere al centro delle agitazioni.
Oltre il 70% degli impianti per la distribuzione della benzina – ha spiegato ieri sera Vincenzo Mosella, vicepresidente vicario della Figisc – hanno aderito allo sciopero. Nonostante il momento economico negativo e le ‘pressioni’ delle compagnie petrolifere, che hanno estromesso la figura del gestore dalla rete distributiva, possiamo considerarci soddisfatti della risposta della categoria”.

Il solo scopo di questa protesta – ha proseguito Mosella – è salvaguardare i posti di lavoro e ripristinare condizioni di mercato che consentano un immediato abbattimento dei costi sull’intera rete. Prezzi alti, discriminazioni commerciali, comportamenti anticoncorrenziali stanno danneggiando consumatori e imprese di gestione”.
Le compagnie petrolifere, forti del vincolo di esclusiva, continuano ad imporre unilateralmente e arbitrariamente ai gestori prezzi di acquisto fuori mercato, molto più alti di quelli praticati alle cosiddette ‘pompe bianche’ che comunque vengono rifornite da loro stesse, provocando il collasso economico dell’azienda e la fuoriuscita dei gestori dal circuito distributivo”.
Tutto ciò – ha concluso il vicepresidente della sigla di Confcommercio – in spregio alle norme vigenti che dovrebbero riservare ai gestori condizioni eque e non discriminatorie ed al solo scopo di liberare gli impianti per ‘selfizzarli’ completamente e proporre agli ormai ex gestori contratti di vigilanti degli impianti con orari e stipendi dimezzati” (foto by InfoPhoto).