Giornata di stop per i bancari: oggi 31 ottobre 2013, dopo 13 anni, gli impiegati di banca in tutta Italia incrociano nuovamente le braccia il mancato rinnovo del contratto di categoria, le cui trattative sono ferme da luglio. Previsti disagi in tutto il Paese e manifestazioni organizzate dagli otto sindacati (Dircredito, Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl Credito, Uilca e Unità Sindacale Falcri Silcea) a Ravenna, città del presidente Abi Giovanni Patuelli (numero uno della locale Cassa di Risparmio), a Roma, Genova, Padova e Milano.

Sono circa 30mila le persone che si ribelleranno alla “disdetta unilaterale e anticipata dei contratti nazionali, per il mantenimento del fondo di solidarietà, contro le minacce di nuovi tagli a occupazione e retribuzioni“, avvenuta lo scorso 16 settembre. Un contratto che per l’Abi non è ormai più sostenibile a causa del peggioramento dello scenario economico.

Per i sindacati il settore e i suoi lavoratori meritano più attenzione anche da parte del Governo, alla luce del consistente bonus fiscale per gli istituti di credito previsto dalla Legge di Stabilità. Per le sigle sindacali il costo del lavoro è invece calato sotto la media dei concorrenti europei. Per le banche, gli oneri, inclusa la previdenza integrativa, non sono più sostenibili da conti economici zavorrati dal peso delle sofferenze.