Il prezzo dei carburanti, in Italia, continua nella sua impennata e questo non consola sapendo che invece il prezzo del petrolio al barile, sui mercati internazionali, continua a scendere. Una prospettiva.

Andiamo con ordine perché gli investitori, già all’inizio di questa settimana di contrattazioni, avevano notato un comportamento anomalo delle quotazioni del greggio. All’improvviso, infatti, era stato registrato un crollo dei prezzi.

Dopodiché è inizia una discesa graduale che anche nella giornata di ieri ha fatto perdere al greggio ben 4 dollari al barile. In realtà, da circa sei settimane, sia il Brent che il Wti viaggiano su livelli minimi, rispettivamente di 108,19 e 91,98 dollari al barile.

Una discesa che comunque sembra ancora in divenire, visto che anche i tentativi di rimbalzo, seguiti agli annunci della banca del Giappone, sono stati davvero timidi. A determinare la situazione attuale ci sarebbero almeno due notizie.

La prima riguarda l’Arabia Saudita che sembra sita concedendo delle forniture extra ai suoi clienti . Indiscrezione, questa, confermata anche da un approfondimento del Financial Times. A regolare il prezzo del greggio sui livelli minimi, inoltre, c’è la notizia sulle scorte americane.

Le vendite di futures sono trainate dunque dalle news sugli stock americani con cifre che gli analisti avevano assolutamente sottostimato.