Un miglioramento del mercato del lavoro era atteso dalla totalità degli economisti delle principali investment bank, ma il dato di gennaio ha superato anche le stime più ottimistiche. Il numero di posti di lavoro creati nei settori non agricoli è stato di 243 mila, contro attese di consensus a 150 mila. Ancora più sorprendente è stata la discesa del tasso di disoccupazione, che dall’8,5% si è portato all’8,3%, minimo dal febbraio 2009.  Il dato contrasta con le parole del presidente della Fed Ben Bernanke, che ha detto ieri che il mercato del lavoro continua a non funzionare in maniera normale.

È stato ancora una volta il settore privato a sostenere il quadro occupazionale, con le imprese private che hanno aggiunto 257 mila nuovi addetti a libro-paga (consenso era +170mila). Il numero di posti di lavoro creati nel settore manifatturiero è stato di 50 mila, in linea con tutti i segnali di miglioramento giunti dal comparto negli ultimi mesi, in particolare dagli indici di fiducia che puntano verso una prosecuzione del trend positivo. Quest’ultimo è un dato molto positivo perché i lavori nel settore manifatturiero sono considerati quelli a maggiore valore aggiunto e quindi in grado di favorire una crescita più sostenuta dell’economia.

Ha, invece, continuato a perdere posti di lavoro il settore pubblico (-14 mila), confermando le misure di taglio dei costi implementate a livello locale.

Il trend positivo del mercato del lavoro potrebbe proseguire nei prossimi mesi grazie ai segnali positivi giunti dall’economia statunitense. Molte grosse aziende, inoltre, hanno recentemente annunciato di volere espandere la propria capacità produttiva. È il caso, ad esempio, di Caterpillar, che ha in programma di aumentare il numero di occupati nei suoi stabilimenti in Texas e North Carolina.