La Fondazione Mps risponde a più di una settimana di distanza alle parole del presidente di Monte dei Paschi, Alessandro Profumo. Il numero uno di Rocca Salimbeni, passata la turbolenta assemblea, aveva auspicato l’arrivo di un socio finanziario di lungo termine per la banca senese. Dall’Ente, secondo quanto riportato da La Repubblica, un consigliere ha chiesto maggior tempo per Palazzo Sansedoni per la vendita di almeno l’1,4% di Mps (che potrebbe arrivare fino al 10%) e prima della ricapitalizzazione della banca.

Sul tema ha detto la sua anche Fabrizio Viola, amministratore delegato di Mps. A Radio 24 ha dichiarato che nuovi soci pronti ad investire per il momento non ce ne sono, augurandosi allo stesso tempo che in tempi brevi possa esserci l’interesse di soci finanziari stabili e di qualità per la banca. Non solo. Secondo il manager il deprezzamento di Mps in Borsa è sintomo del fatto che ancora il mercato non crede a quello che potrà essere il miglioramento dei fondamentali implicito nel piano industriale.

Altre indiscrezioni sempre riportate da La Repubblica parlano come possibile la vendita o il prestito della collezione d’opere d’arte da parte della Fondazione al fine di ripristinare almeno per un anno la liquidità che, secondo il quotidiano potrebbe esaurirsi entro la metà del 2013. L’Ente così avrebbe interrogato la primaria casa d’aste Sotheby’s per un potenziale prestito internazionale delle opere che sarebbe stimate in circa 7,6 milioni di euro.

Oggi invece, scrive il quotidiano romano, la Consob presenterebbe in Parlamento una relazione che ricostruirebbe tutta l’azione di controllo che l’Authority ha svolto sull’istituto toscano dal 2007 ad oggi, sulla falsa riga di quanto fatto da Banca d’Italia prima dell’audizione del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato.