Lo scandalo Libor, scoppiato l’estate scorsa, è tutt’altro che chiuso. Questa mattina Ubs è stata condannata a pagare una multa da 1,4 miliardi di franchi, circa 1,5 miliardi di dollari, per il suo coinvolgimento nella manipolazione del Libor, il tasso interbancario inglese.

La banca svizzera ha raggiunto un accordo con le autorità americane, inglesi e svizzere, secondo cui dovrà pagare 1,2 miliardi di dollari al Dipartimento di Giustizia Usa e alla Commodity Futures Trading Commission (Cfct), 160 milioni di sterline alla Financial Services Authority (Fsa) britannica e 59 milioni di franchi svizzeri all’autorità svizzera di vigilanza dei mercati (Finma) per il presunto utile realizzato.

Una sanzione record. Si tratta infatti della seconda maggiore multa mai pagata nella storia per questi casi dopo quella pattuita settimana scorsa da Hsbc, pari a 1,92 miliardi di dollari, per riciclaggio di denaro dai traffici illeciti in Messico e Iran. Il suo ammontare è più che triplo rispetto alla sanzione inflitta all’inglese Barclays per la stessa accusa.