Le banche implicate nello scandalo legato alla manipolazione degli indici di riferimento Libor e Euribor rischiano una multa fino al 30% dei ricavi totali. Per il Financial Times di venerdì scorso le autorità Ue sarebbero intenzionate ad aumentare la pressione sulle banche affinché arrivino ad un patteggiamento. La Commissione europea, dopo un’indagine durata un anno e mezzo, ha ampliato la gettata delle inchieste in atto allargandole, oltre ai tassi per lo yen e l’euro, anche agli swap in franchi svizzeri. “La Commissione – si legge sul Ft – può imporre una multa massima pari al 10% dei ricavi di un società per ognuno dei cartelli” per determinare il tasso di riferimento “in cui è implicata”. “Una banca implicata in tutti e tre i casi” di manipolazione “può trovarsi a far fronte a una multa pari al 30% dei ricavi totali”, aggiunge il quotidiano della City che cita fonti addentrate nelle indagine, specificando che toccherà al commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, mettere in guardia le banche.
Un avvertimento che per il Ft dovrà dimostrare la determinazione dell’Ue a perseguire lo scandalo, anche se Bruxelles, come anticipato, sta già valutando dei patteggiamenti.
Per ora sarebbero almeno una dozzina le banche sotto controllo. Barclays, Ubs e Rbs sono già state multate in Usa e Uk per pendenze con le autorità, ma solo Rbs ha ammesso di aver infranto le regole antitrust di fronte dal Dipartimento di Giustizia americano. L’Ue, invece, prevede di intervenire soltanto quando saranno individuati tutte gli istituti e i broker facenti parte dell’eventuale cartello, evitando patteggiamenti con i singoli operatori.