Giuseppe Mussari ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza dell’Abi “con effetto immediato e irrevocabile” attraverso una lettera inviata al vicepresidente dell’Associazione, Camillo Venesio. La decisione è giunta dopo lo scandalo dei derivati che ha travolto Monte dei Paschi e lo stesso Mussari che ne è stato presidente all’epoca dei fatti.

“Assumo questa decisione convinto di aver sempre operato nel rispetto del nostro ordinamento – ha spiegato Mussari nella lettera – ma nello stesso tempo, deciso a non recare alcun nocumento anche indiretto all’Associazione”.
Il passo indietro giunge all’indomani dei botta e risposta tra Monte dei Paschi e Nomura che ha coinvolto anche l’ex presidente della banca senese: l’istituto giapponese ieri aveva fatto sapere che l’operazione ‘Alexandria’ era stata completamente esaminata e approvata ai vertici di Mps, tra cui il Cda e l’allora numero uno, Giuseppe Mussari. Nota questa poi prontamente smentita da Mps.

Il tutto nasce da un dossier pubblicato da il Fatto Quotidiano secondo cui le perdite della banca toscana, che hanno permesso il ricorso ai Monti Bond, trarrebbero origine da un derivato stipulato nel 2009 con Nomura, che avrebbe provocato un impatto sui conti del 2012 pari a 220 milioni di euro. Derivato che è rimasto nascosto, ha scritto il quotidiano, per tre anni e mezzo per poi essere scoperto dai vertici della banca senese solo lo scorso 10 ottobre

Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti che si è chiesto il perché sia Banca d’Italia sia Consob non abbiano mosso rilievi in merito a operazioni rischiose quali quelle dei derivati “Santorini” e “Alexandria” che hanno minato la stabilità della banca. il numero uno dell’Associazione è certo ora che le due Authority saranno in grado di chiarire l’esatta genesi dei derivati “segreti” sottoscritti sotto la gestione Mussari, denominati “Alexandria” e “Santorini”, che hanno generato impatti patrimoniali per centinaia di milioni di euro.