Riparte il titolo Montepaschi a Piazza Affari dopo che il Cda ha accertato che l’impatto negativo sul patrimonio provocato dai tre contratti derivati Santorini, Alexandria e Nota Italia è di 730 milioni di euro: una cifra in linea con quanto anticipato la scorsa settimana dall’amministratore delegato Fabrizio Viola con il Cda che sembra non aver riscontrato altre brutte sorprese nei conti.
Ieri il titolo è stato protagonista assoluto sul Ftse Mib già dalle prime battute mattutine, dopo che la sera precedente un report di Mediobanca ipotizzava, tra le vie d’uscita dalla crisi, un’aggregazione di Montepaschi con Bnp Baribas: per la stampa la banca francese sarebbe già intenzionata a presentare un’offerta in carta comprensiva di un premio del 15% rispetto ai prezzi attuali. A metà seduta ieri è passato di mano quasi il 3,50% del capitale della banca, il cui titolo ha toccato anche +8% per chiudere intorno al +5%: per i trader il management è riuscito a tranquillizzare gli investitori sul fatto che la pulizia di bilancio sia finita dopo l’annuncio delle perdite per 730,30 milioni di euro legate alle operazioni strutturate e gli operatori di mercato si stanno già concentrando su un’eventuale operazione M&A.
L’ad Viola ha detto che “nei giorni scorsi abbiamo portato a termine la verifica” partita nel luglio dello scorso anno “sul portafoglio finanziario della banca: non ci sono altri Santorini e possiamo affermare che si è ormai chiusa l’era della verifica”.
In merito a possibili aggregazioni, inoltre, il numero uno della banca ha riferito che “non ci facciamo distrarre da articoli di giornale che parlano di possibili matrimoni” tra Mps e altri istituti di credito. “Ad oggi vi posso assicurare che non c’è niente di niente e d’altro canto mi sembra che negli stessi articoli si facciano più che altro congetture”.

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