Venerdì il presidente della Bce Mario Draghi ha ricordato il proprio ruolo nelle indagini di Bankitalia su Mps sottolineando i limiti istituzionali del massimo organo di vigilanza bancaria italiano e i tanti rumors da campagna elettorale  sollevati questo mese sulla vicenda: “firmai io entrambe le ispezioni, ma la vigilanza dovrebbe poter rimuovere i manager“. “Sulla vicenda molto rumore elettorale, bisogna fare la tara su quello che si legge“.

L’operato di Bankitalia. “C’è un rapporto dettagliato della Banca d’Italia, che ha fatto tutto quello che doveva e ha agito velocemente, nell’ambito delle sue competenze legali. L’operato fu corretto, lo ha riconosciuto anche il Fondo monetario internazionale: c’è il rapporto del team di valutazione finanziaria del Fmi che dichiarò pubblicamente che l’azione fu tempestiva e appropriata“.
Il numero uno della Bce è anche intervenuto sul ruolo della vigilanza e sulla futura sorveglianza bancaria europea che sarà esercitata dalla stessa Banca centrale europea: “una cosa che questa vicenda insegna è che più poteri all’autorità di vigilanza avrebbero aiutato. La banche centrali dovrebbe avere il potere di rimuovere i manager qualora necessario”.
Ora Mps, ha rimarcato Mario Draghi riprendendo le osservazioni del Fmi, dovrà “portare avanti il programma di ristrutturazione, ritornando in salute e in grado di generare profitti”.
Draghi ha ricordato di aver firmato “entrambe le ispezioni su Mps” quando era governatore di Bankitalia, un organismo che “non ha poteri di intervento politico o giudiziari”. Inoltre, per il banchiere su Mps c’è “molto rumore elettorale, bisogna fare la tara su molto di quanto si legge sulla stampa, sui blog e altrove”, anche se il caso Mpsnon è risolto per niente”.