Ogni comune può imporre ai cittadini che lo abitano un addizionale Irpef da pagare con la consueta dichiarazione dei redditi. Prima si trattava di una quota standard.Fino a qualche tempo fa i comuni potevano stabilire una quota percentuale da aggiungere all’Irpef tradizionale per rimpinguare le tasse comunali. Qualcosa però è cambiato con le modifiche all’articolo 1, comma 11 del decreto legge 138 del 2011.

Il Ministero dell’Economia, sollecitato da alcune richieste di chiarimento da parte dei comuni, ha deciso di illustrare un po’ meglio la nuova normativa.

Il soldoni il Comune che deliberi di applicare l’addizionale Irpef calcolandolo in base al reddito e quindi definendo degli scaglioni, dovrà effettuare l’applicazione in modo progredivo.

Il sistema di aliquote può essere scelto dal comune ma per definire la percentuale da attribuire alle varie fasce di reddito si deve far riferimento agli scaglioni stabiliti ai fini Irpef secondo un principio di progressività.

Vuol dire che invece che applicare una sola aliquota indipendentemente dall’ammontare del reddito, adesso di può scegliere tra diverse quote che variano, aumentando, con il crescere del reddito.

Una risposta simile è stata data anche ad un altro Comune in cerca di maggiori informazioni, tramite il servizio “Anci Risponde” dell’Ancitel.