Cosa rende il Fisco italiano particolarmente odioso? In prima battuta direi la pressione fiscale – soprattutto se paragonata al livello dei servizi pubblici erogati dallo Stato italiano. Subito dopo però c’è da considerare la complessità del sistema fiscale italiano – sembra uscito da una commedia dell’assurdo. A tal fine basta ricordare la stima di Unioncamere: le tante scadenze amministrative – e il fatto che cambino continuamente, così come le norme che le regolano – costano alle imprese italiane la bellezza di 22 miliardi di euro l’anno.

Se non ne siete ancora convinti basta citare una giornata come questa: lunedì 30 settembre, sono previste ben 49 scadenze fiscali. A questo si aggiunga che alcuni comuni – come Milano – stabiliscono in questa data quella limite per il pagamento della Tares – e poi ci sono le scadenze previdenziali e la data limite per la revisione delle auto.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate c’è una sezione dedicata alle scadenze fiscali per ogni mese solare: il pdf del mese di settembre dedica 33 pagine delle 127 alle scadenze previste nella data del 30 settembre.

Ovviamente tra tutto quello che c’è da fare in questa data ci sono alcune cose che hanno una maggiore importanza, come la presentazione in via telematica del modello Unico, oltre che della dichiarazione Irap ed Iva. C’è pure la possibilità di versare le imposte non pagate nel 2012 beneficiando di una riduzione delle sanzioni.

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