Aggregazione, quotazione ed eliminazione delle società che non forniscono servizi essenziali.
Sono le linee guida degli interventi sulle partecipate degli enti pubblici previste dal decreto Sblocca Italia al vaglio del governo Renzi.
Da un lato, si legge in un’Ansa di mercoledì, il taglio delle partecipate ‘inutili’, dall’altro l’introduzione di incentivi all’aggregazione e, per quanto riguarda soprattutto le imprese  dei trasporti e dell’igiene urbana, alla quotazione delle altre. Uno schema che richiamerebbe le conclusioni degli studi del commissario alla Spending review, Carlo Cottarelli.
Il decreto, inoltre, assegnerebbe il settore rifiuti alla vigilanza dell’Authority per l’energia, così da evitare le sanzioni Ue per la depurazione, sbloccherebbe fondi per affrontare il dissesto idrogeologico  e renderebbe più veloci le conferenze dei servizi e più facili gli investimenti nel settore.

Una su quattro è in perdita. Su 5.264 società pubbliche partecipate dagli enti locali 1.424 sono in perdita.
Dal report del commissario alla Spending review Cottarelli una partecipata su quattro ha conti in rosso e redditività sotto lo zero.
1.075 società partecipate da Regioni e Comuni non hanno ancora reso disponibili i bilanci del 2012 e 143 hanno messo a segno tante perdite da aver ormai bruciato il capitale sociale.
Prima tra queste, con un buco di 20,3 milioni di euro, la Cmv di Venezia, la municipalizzata che gestisce il Casinò.