Solito casino in Parlamento. Il decreto Sblocca Italia contiene norme di segno molto diverso. Per esempio, da una parte si dà la possibilità alle società autostradali di prolungare e accorpare le concessioni e d’altra parte un’emendamento del grillino Davide Crippa ha abbassato al 4% l’Iva sulle ristrutturazioni di immobili.

Entrambe le misure rischiano di finire sotto esame dell’Unione Europea. In un caso perché la norma rappresenterebbe una riduzione della concorrenza che difficilmente potrebbe essere accettata dalla Ue – facile aspettarsi l’apertura di una procedura d’infrazione -, nell’altro perché ci sono dubbi sulla copertura finanziaria e in ambito Ue sul frequente cambiamento di aliquota Iva in territorio italiano…

Cosa contiene il decreto? Sull’edilizia privata, oltre alle detrazioni fiscali contenute nella legge di Stabilità, c’è il passaggio dell’Iva al 4% per le ristrutturazioni edilizie. La misura dovrebbe essere compensata dall’aumento al 10% del’Iva per le nuove costruzioni. C’è pure un contributo straordinario sulle varianti urbanistiche: i sindaci potranno incassare il 50% del maggiore valore generato. Sale poi la multa per la mancata comunicazione di inizio lavori – ora siamo a mille euro.

Per quanto riguarda l’edilizia, c’è la deduzione Irpef del 20% sul valore di una casa acquistata – fino ai 300.000 euro. D’ora in poi non sarà necessario affittare l’immobile a canone concordato per otto anni per usufruirne. E l’agevolazione è estesa anche agli immobili soggetti ad interventi di restauro o risanamento conservativo.

Le nuove costruzioni dal prossimo luglio dovranno avere la banca larga. Vengono poi stabiliti che gli appalti per i lavori di difesa del suolo avranno un iter accelerato, verranno limitati i poteri ad alcuni commissari per le grandi opere, ci saranno nuove compensazioni per i paesi in cui potranno essere trivellazioni e si rimanda ad un decreto la fissazione dei termovalorizzatori che verranno considerati di interesse nazionale.

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