Una sentenza della Corte di Cassazione depositata il 23 marzo scorso spiega che quando il contenuto, l’oggetto o i destinatari di una norma tributaria sono “incerti” perché incerta è la formulazione della legge, le sanzioni non sono applicabili.Una nuova sentenza della Corte di cassazione, la numero 4685 del 23 marzo, afferma che se c’è un’incertezza inevitabile sul contenuto, l’oggetto o i destinatari di una norma tributaria, non si possono applicare le sanzioni.

Nella sentenza c’è anche un elenco delle situazioni di incertezza che devono essere definite da un giudice e non dall’amministrazione finanziaria.

Si tratta di un’altra sentenza in linea con pronunciamenti del passato, quali ad esempio l’articolo 6 del decreto legislativo 472/1997 che parlava della non punibilità dell’autore della violazione quando le disposizioni e le informazioni fossero indeterminate o poco chiare.

Il caso analizzato per arrivare alla sentenza della Cassazione riguarda un episodio avvenuto in Emilia Romagna dove l’Agenzia delle Entrate aveva chiesto il pagamento dell’Iva nella compravendita di un terreno.

La Cassazione, davanti all’impugnazione dell’Erario e del contribuente, ha spiegato che c’è incertezza normativa oggettiva tributaria. Una situazione che non consente ai giudici di dirimere metodicamente l’affare.

In questo caso, siccome non si può venire a capo della norma giuridica tributaria da applicare, non può nemmeno essere richiesto il pagamento delle sanzioni ai contribuenti.