Il fallimento dell’ospedale San Raffaele pone dei problemi di natura anche economica. Per l’ospedale di Don Verzè sembra sia stato riaperto il concordato e ci sarà un’asta.Tutti gli asset della struttura potrebbero essere inviati al miglior offerente durante un’asta che sembra limitata a tre concorrenti. Per il momento il consiglio di amministrazione della Fondazione Don Verzé che si occupa della gestione della struttura ospedaliera, ha trasmetto l’autoregolamentazione al Tribunale fallimentare.

Il prossimo passo è l’asta. Intanto per ingolosire gli investitori si è parlato del Vaticano che insieme alla famiglia Malacalza avrebbe già formulato un’offerta d’acquisto. Il problema è che l’ospedale era già finito nelle “proprietà” della Santa Sede.

Si è posto quindi un problema di conflitto di interessi e per sanare la situazione i giudici fallimentari hanno deciso di accettare anche altre offerte. Per accedere all’asta però, sarà necessario avere “da parte” almeno 50 milioni di euro.

Poi tutto si svolgerà come una normale asta e la struttura dovrebbe essere assegnata al miglior offerente. Il Vaticano ha accettato la situazione prospettata dai giudici rinunciando al ricorso, nonostante in prima battuta si fosse esposto molto insieme ai Malacalza.

Il termine ultimo per la presentazione delle offerte è fissato al 31 dicembre, circa un mese dopo, il 23 gennaio, si procederà con l’apertura delle buste.