Anche i ricchi piangono, è un ritornello che abbiamo sentito molto dall’insediamento del governo Monti. Il premier in carica, infatti, ha deciso di imporre delle tasse importanti anche per i ricchi che possiedono beni di lusso. Innanzitutto è stato definito il range entro il quale collocare i beni di lusso, che comprendono auto di grossa cilindrata, barche e aerei, pensioni d’oro e immobili all’estero. Sono stati poi presi in considerazione i soldi rientrati nel nostro paese con lo scudo fiscale e i risparmi che superano una certa quota.

I “paperoni” che hanno pensioni superiori a 200 mila euro, dovranno “restituire” al fisco una quota pari al 15 per cento dell’assegno. Le liquidazioni superiori al milione di euro, invece, saranno tassate al 43 per cento.

I cosiddetti ricchi che vogliono avere in garage un’auto che supera i 185 chilowatt, dovranno pagare 20 euro per ogni chilowatt che eccede la quota stabilita.

Se invece il pallino non è quello dei motori, ma sono le barche, allora i supercontribuenti dovranno tenersi pronti per pagare una tassa di stazionamento per gli yacht che varia da 5 a 703 euro al giorno sulla base delle dimensioni dell’imbarcazione.

E chi ha un aereo? Dovrà pagare una tassa che varia da 1,50 a 7,55 euro al chilo. Il peso di riferimento è quello al decollo.

Le abitazioni all’estero invece saranno tassate al 7,6 per mille a partire dal valore d’acquisto o di mercato e tolte tutte le tasse locali pagate dai possessori.