Gli italiani hanno assistito alla fine dell’anno ad una conferenza stampa fiume condotta dal premier. Mario Monti, dopo una piccola introduzione di circa 15 minuti ha risposto alle domande dei giornalisti per due ore circa. Che il 2012 portasse con sé una serie di misure fiscali non proprio confortanti lo avevamo capito. Tutto sembra più chiaro dopo la conferenza di fine anno di Mario Monti. Le misure previste per il salvataggio dell’Italia introducono una serie di imposte e prelievi fiscali che fanno paura ai consumatori e alle famiglie.

Vediamo insieme quel che cambia nel settore previdenziale.

Sui giornali sono apparsi numerosi specchietti riepilogativi che illustrano sinteticamente come cambia il mondo delle pensioni. Cerchiamo anche noi di enumerare le novità.

Pensioni. Dal primo gennaio 2012 tutti gli italiani sono passati al sistema contributivo pro-rata il che vuol dire che percepiranno una pensione calcolata sui contributi versati e non sull’ultimo stipendio percepito. Non ci saranno nemmeno più le quote, le finestre e i 40 anni di anzianità. L’adeguamento all’inflazione è bloccato per le pensioni che superano i 1.400 euro.

Si potrà andare in pensione a 66 anni per gli uomini e 62 per le donne. Poi dal 2018 tutti i lavoratori, uomini e donne, potranno dire addio al lavoro a 66 anni.

La pensione anticipata è ancora possibile ma saranno necessari 42 anni e un mese di lavoro per gli uomini e 41 annie un mese per le donne. Nel 2050 gli anni di “servizio” utili per il pensionamento passeranno rispettivamente a 46 e 45 anni.