Le vittime del decreto Salva Banche non ci stanno e sono pronte a trasferire i loro conti correnti. Non sono bastate le rassicurazioni da parte del governo di attuare delle misure di parziale rimborso nei loro confronti, giudicato giusto come un “contentino”, e così adesso hanno annunciato delle contromisure che presuppongono anche un’azione legale.

Il gruppo ribattezzatosi “Vittime del Salva Banche” attraverso un comunicato ha fatto sapere che le persone: “truffate dal decreto 180/2015, stanno trasferendo in altri istituti, o altrove, quello che rimane dei propri risparmi, dai conti correnti siti presso la Nuova Banca Popolare di Etruria e del Lazio, la Nuova Banca Marche, la Nuova Banca Carife e la Nuova CariChieti”.

Le Vittime del Salva Banche sostengono inoltre che tutti quelli coinvolti nella spinosa vicenda “sono stati spinti, in maniera inconsapevole, ad acquistare obbligazioni subordinate”. Come spiegano, le obbligazioni subordinate sono state “vendute dagli stessi dipendenti delle 4 banche, come titoli sicuri e con tassi di interesse bassi, quindi che non presupponevano alcun speculazione e rischio. Per questo i correntisti stanno già procedendo al trasferimento dei propri conti correnti in altri Istituti che non siano collegati alla dirigenza delle 4 vecchie e nuove banche e ai probabili Istituti che a gennaio acquisteranno le nuove banche. Per la maggior parte, ricorrerà ad Istituti che godono di una vigilanza più attenta rispetto a quella che è stata in grado di fornire Bankitalia”.

Le vittime del Salva Banche minacciano quindi di intentare una causa legale per “frode, mancata vigilanza, dichiarazioni false al mercato e notizie sulle azioni contro tutte le istituzioni e i protagonisti coinvolti, con il coordinamento di Adusbef e Federconsumatori”.

Di diverso parere è invece Matteo Renzi. Intervistato dal Corriere della Sera, il premier ha dichiarato che: “queste persone non sono truffate: hanno siglato contratti regolari”.

Sul caso del Salva Banche è intervenuto anche Silvio Berlusconi, che in un’intervista al TG5 ha detto: “Si poteva fare di più e si deve fare di più, ci sono 20 mila cittadini che hanno investito i loro risparmi nelle cosiddette obbligazioni subordinate. I direttori li hanno portati ad investire e ora si trovano improvvisamente senza nulla. Non è ammissibile. Se non si interverrà, ci sarà un danno incalcolabile, vedremo il venir meno la fiducia dei risparmiatori nelle banche con la vendita delle obbligazioni”.