Per ora non siamo alla sua versione definitiva, perché il testo del decreto che disciplinerà gli arbitrati relativi ai rimborsi degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti di credito – ovvero Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti e Banca Marche – salvati dal decreto salva banche dal decreto del governo arriverà entro la fine del mese – secondo le dichiarazioni del presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone.

Fin  d’ora però si conoscono già diversi elementi della futura procedura. Per esempio sappiamo che ci saranno 4 mesi di tempo per avviare la procedura arbitrale e chiedere l’indennizzo. Il procedimento dovrà essere avviato davanti ad un collegio arbitrale creato nell’ambito dell’Autorità anticorruzione e che vedrà come interlocutori il richiedenti ed il Fondo di solidarietà o la banca/cassa. Due in particolare saranno i criteri che guideranno gli arbitri nelle loro decisioni: il primo sarà il peso delle perdite sul patrimonio complessivo del soggetto richiedente l’arbitrato. Verrà quindi privilegiato il soggetto che ha perso in percentuale di più – per esempio un pensionato che aveva investito tutti i suoi risparmi (supponiamo 50.000 euro) in obbligazioni subordinate – e chi disponeva di ricchezze inferiori – in particolare chi aveva un patrimonio inferiore ai 100.000 euro.

L’altro criterio che regolerà l’azione degli arbitri sarò determinato dall’accertato dolo – nella Treccani è “il comportamento di chi, traendo altri ingiustamente in errore, ne vizia il consenso inducendolo a un negozio giuridico quale non avrebbe voluto“ - o mancata informazione da parte delle banche sulla pericolosità degli strumenti finanziari venduti, ovvero le famigerate obbligazioni subordinate. Il fondo ha una disponibilità di 100 milioni è a quanto sembra l’idea dovrebbe essere quella di permettere il completo recupero a coloro che avevano investito più del 50% del loro portafoglio in quegli strumenti – secondo una stima di tratterebbe di 1.100 persone per 27,4 milioni di perdite.