Per risolvere la grana aperta dal decreto salva banche – confluito nella legge di stabilità -, il governo Renzi sta lavorando ad un emendamento. Con questa modifica alla manovra verrà istituita una procedura arbitrale presso la Consob, a cui verrà affiancato un fondo di solidarietà con una dote iniziale di 80 milioni – 40 verranno dallo Stato e altrettanti dal mondo bancario – non è escluso che questa somma possa essere aumentata.

la Consob dovrà stabilire se sono stati venduti prodotti in modo fraudolento a privati. Se la risposta dell’arbitro sarà affermativa – ovvero se se i risparmiatori sono stati indotti dalle stesse banche a investire senza essere pienamente consapevoli e informati del rischio inerente a questi prodotti finanziari - scatteranno i rimborsi a carico delle bad bank. Per realizzarli in tempi brevi, lo Stato ha creato il fondo, che dovrebbe rappresentare una sorta di pre-finanziamento alle bad bank - queste ultime poi dovrebbero restituire i soldi nel corso del tempo. Questa soluzione avrebbe ottenuto il via libera dall’Unione Europea, come riferisce un suo portavoce, l’Ue “sostiene le intenzioni del governo italiano di permettere ai risparmiatori di chiedere compensazioni alle banche per potenziali vendite abusive di obbligazioni e di ispirarsi alle passate esperienze in altri Paesi Ue con situazioni simili. La Commissione Ue continua a essere in contatto stretto e costruttivo con le autorità italiane sui suoi piani“.

Ora resta da capire chi potrà accedere all’arbitrato della Consob. I soli obbligazionisti subordinati – ovvero 10.350 piccoli risparmiatori -, oppure anche i piccoli azionisti? Fonti dell’Ue hanno invece escluso la possibilità di interventi umanitari per le vittime del crack delle 4 banche. Il fallimento di una banca e l’eventuale perdita di un – ad esempio – appartamento a causa delle perdite sofferte non può essere considerata una crisi umanitaria come quelle provocate da alluvioni o altri disastri.