Dopo sette ore di riunione ad Arcore, l’annuncio alla stampa di una soluzione alla questione del riscatto degli anni di laurea e della NAIA: non saranno conteggiati nei 40 anni di servizio ma i soldi versati contribuiranno comunque al calcolo dell’assegno pensionistico. Immediate le critiche. Una delle prime a reagire a quella che i giornali chiamano “manovra bis” sulle pensioni, è stata Susanna Camusso.

La leader della Cgil che ha indetto e confermato lo sciopero del 6 settembre, definisce la nuova normativa portata all’esame del Parlamento, un vero golpe. Critici anche gli altri sindacati.

Sul web è immediatamente stata organizzata la protesta e su Facebook sono nati diversi gruppi per organizzare preventivamente “una class action” tra i contribuenti che già hanno pagato o che stanno pagando il riscatto.

Eppure a distanza di 24 ore tutto è cambiato.

Lo stesso Sacconi, dopo un incontro con il Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, ha riflettuto sui problemi tecnici che la proposta del Ministro del Lavoro avrebbe introdotto nel Sistema Italia.

L’impatto sociale è stato ritenuto eccessivo e così i provvedimenti sulle pensioni sono stati rimessi nel cassetto.

O meglio, la questione del riscatto degli anni di laurea e del militare è stata inserita nell’agenda del Consiglio dei ministri ma non sarà presentato alcun emendamento alla manovra economica.