Partita ieri la 53esima edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova, la principale manifestazione di riferimento a livello internazionale per il settore della nautica a diporto.
Un Salone Nautico, causa crisi, ridotto in termini di giornate (quest’anno dal 2 al 6 ottobre), senza tuttavia sacrificare la qualità della prestigiosa manifestazione e i vari e promettenti eventi collaterali offerti dallo splendido capoluogo ligure.
L’edizione di quest’anno, quella della riscossa del settore, come più volte rimarcato durante l’inaugurazione di ieri, conta più di 750  espositori diretti e indiretti.
All’interno degli spazi della Fiera, come da tradizione, trovano spazio tutte le tipologie di imbarcazione da diporto, dal gommone Roll 185 del cantiere Arimar, oggetto di grande curiosità non solo per i suoi soli 1,85 metri di lunghezza, al Chopi Chopi, maxi-yacht di 80 metri dei cantieri Crn.

Tra i presenti all’inaugurazione dell’edizione 2013 il sindaco di Genova Marco Doria, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e il presidente della Fiera di Genova Sara Armella.
Il governatore della Regione, Claudio Burlando, ricordando il complesso momento economico dell’Italia, ha reso omaggio agli organizzatori per la tenacia con la quale si è arrivati a questa nuova edizione. “Molti anni fa a Torino – ha dichiarato Burlando – si decise di rinunciare al Salone dell’auto e poi il salone non si è fatto più. Per questo è un bene difendere il Salone Nautico di Genova anche se in un’edizione più dimensionata perché quando si interrompe una tradizione”: “è difficile ricominciare, infatti meglio fare meno piuttosto che non fare affatto”.
Sulla stessa linea il sindaco di Genova Marco Doria, che, dopo aver elogiato l’organizzazione e ribadito il suo sostegno all’evento, ha evidenziato i progressi dell’edizione di quest’anno rispetto a quella del 2012: “ricordo l’organizzazione tormentata dell’edizione dell’anno scorso anno, quando la crisi faceva sentire i suoi effetti, una crisi che per altro non ci siamo ancora lasciati alle spalle. Ricordo una discussione vivace e appassionata in cui venivano sollevate una serie di questioni che in parte cominciano a trovare soluzioni”.

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