L’ultimo giorno utile per pagare la seconda rata della Tasi è il 16 dicembre. C’è quindi ancora tempo un mese e ancora molti contribuenti italiani non conoscono l’importo che devono versare. Tutta colpa dei comuni che non hanno presentato le delibere sui tributi locali entro il 30 luglio. E così i contribuenti si trovano davanti a tre alternative:
1) se il comune in cui si trova il nostro immobile non ha emanato alcuna delibera a modifica di aliquote e/o detrazioni, la somma da versare sarà uguale a quella pagata a giugno come prima rata;
2) se il comune in cui si trova il nostro immobile ha emanato una delibera a modifica di aliquote e/o detrazioni, dovremo seguire le nuove disposizioni e pagare di più (totale calcolato con nuove aliquote e detrazioni meno prima rata);
3) se il comune in cui si trova il nostro immobile ha emanato una delibera a modifica di aliquote e/o detrazioni, ma dopo la fine di luglio, il quadro si complica.

Secondo i calcoli fatti dalla Uil, le amministrazioni comunali ritardatarie sarebbero 844 – il lungo elenco comprende centri come Napoli, Mantova, Avellino, Trieste e Frosinone. Per chi ha un immobile in uno di questi comuni, la soluzione dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – essere quela di una dilazione del pagamento. In altre parole si pagherebbe una seconda rata uguale alla prima, e poi nel 2016 si dovrebbe pagare la differenza. Ma non è detto, perché i comuni stanno premendo per avere qualche soldo in cassa in più. Finora il governo ha detto no, ma le cose potrebbero cambiare.