Si avvicina la scadenza per il pagamento del saldo Imu e Tasi. E per i contribuenti deve essere chiaro i principio che tutto quello su cui si sta discutendo e votando in parlamento relativamente alla legge di stabilità non riguarderà il saldo 2015, per cui dovremo pagare ancora per l’abitazione principale, i terreni agricoli e i macchinari delle imprese secondo le vecchie regole.

Questo principio vale anche per la sanatoria delle delibere ritardatarie che è stata inserita nella legge di Stabilità al Senato. Ciò significa che i contribuenti dovranno guardare se il comune dove si trova il loro immobile ha approvato una delibera che modifica le aliquote Imu/Tasi entro il 30 luglio. Se la delibera non è stata approvata entro quella data bisognerà usare le aliquote 2014. E quindi se non è cambiato nulla da giugno, e i conti fatti per la prima rata sono corretti, basterà pagare a saldo quanto si è pagato in acconto.

Se invece c’è stata qualche modifica alle aliquote bisognerà calcolare l’imposta complessiva in base alla nuova aliquota, e sottrarre quanto già versato a giugno. Per esempio, per un immobile che ha un valore catastale di 200.000 euro, nel caso in cui l’aliquota passi dall’1,5 a 2 per mille e non ci siano detrazioni, l’imposta complessiva da pagare sarà pari a 400 euro. Il saldo sarà pari a questa cifra meno l’acconto di 150 euro (il 50% dei 300 euro che si dovevano pagare con la vecchia aliquota), e quindi si dovranno versare a saldo 250 euro.

Se la sanatoria dovesse arrivare ad essere approvata nella legge di stabilità una parte dei contribuenti dovrebbero trovarsi a pagare altri soldi a titolo di saldo nel 2016. Noi ovviamente vi terremo aggiornati.