La Uil ha effettuato uno studio sull’ammontare medio del saldo Imu, la cui scadenza, 17 dicembre, si avvicina inesorabile. Basandosi sulle delibere dei comuni pubblicate sul sito web del ministero dell’economia, su un campione del 76%, l’organizzazione sindacale ha concluso che gli importi saranno di entità tale da mangiarsi gran parte delle tredicesime.

Per quanto riguarda la prima casa, il saldo medio da pagare ammonta a 136 euro, per salire fino a punte di 470 euro. Sulla seconda casa la botta è impressionante: la media è di 372 euro, per arrivare fino alla cifra mostruosa di 1.200 euro per le città più care.

Roma risulta essere la più esosa: la spesa complessiva (cioè tutte le rate) di questa maligna imposta nella Capitale è di 639 euro, mentre a Milano ammonta a 427. La media nazionale è di 278 euro per ciascuna famiglia. Il salasso sulle seconde case è ancora più evidente: a Roma 1.885 euro, a Milano 1.793, a Bologna 1.747, a Firenze 1.526.

Dall’analisi compiuta dalla Uil emerge che il 31,2% dei 6.169 comuni che hanno pubblicato le delibere (di cui 41 capoluoghi) ha aumentato l’aliquota sulla prima casa, rispetto a quella base fissata dal Governo, mentre solo il 6,8% (419 comuni) l’ha diminuita. Il 62,6% ha aumentato l’aliquota per la seconda casa. Solo 85 comuni, pari all’1,4%, hanno invece deciso di diminuirla.

Il gettito totale del saldo per Stato e comuni sarà di 13,6 miliardi di euro, i quali si aggiungono ai 9,6 versati a giugno.

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