Per chi non è riuscito a pagare il saldo dell’Imu 2012 entro il 15 dicembre la normativa prevede ben quattro diversi livelli di sanzioni, alquanto irrilevanti se la posizione è chiusa entro pochi giorni, contenuti se entro un anno e davvero esosi se si va oltre il 365esimo giorno di ritardo.
Nello specifico, le sanzioni stabilite in caso di mancato pagamento sono:
- Ravvedimento veloce. È quello ci sui si sono avvalsi coloro che hanno pagato entro i primi 14 giorni dalla data ultima di scadenza, quindi entro lo scorso primo gennaio 2013, incorrendo in una sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.
- Ravvedimento a breve. Ne hanno usufruito i contribuenti che hanno provveduto a pagare tra il 15esimo e il 30esimo giorno dopo la scadenza, entro lo scorso 15 gennaio dunque, subendo una sanzione del 3% per ogni giorno di ritardo.
- Ravvedimento lungo. È previsto per quanti effettueranno il pagamento ritardato dopo il 30esimo giorno ed entro un anno dall’ultima scadenza utile, ossia, dal 16 gennaio al 17 dicembre 2013. In questo caso la sanzione sale al 3,75% per ogni giorno di ritardo.
- Ritardi superiori. Superato l’anno di ritardo non è più possibile utilizzare il ravvedimento operoso e il contribuente deve sostenere una sanzione pari al 30% in più della somma originariamente dovuta.

Interessi di mora. Alle sanzioni appena viste vanno ovviamente aggiunti gli interessi di mora, da calcolare su ogni giorno di ritardo. Nello specifico, l’interesse legale è fissato al 2,5% annuo, da calcolare sui giorni effettivi di ritardo, ma, il nostro ordinamento prevede anche che gli interessi di mora possono essere più alti perché l’ente che deve riscuotere il tributo, e cioè il Comune nel caso dell’Imu, può innalzarli fino ad un limite di 3 punti di differenza rispetto al tasso legale (si potrebbe vedere, dunque, anche un tasso del 5,5% annuo).