Saldi invernali alle porte e crisi che perdura mettendo sempre più in difficoltà aziende, negozi e consumatori.
I saldi invernali 2014 sembrano avere davvero un ruolo cruciale nell’attuale scenario economico e sociale. Per i consumatori, il cui potere d’acquisto è crollato a livelli ormai “primitivi” (nonostante la stabilità dei prezzi e la bassa inflazione garantiti dalla moneta comune), è l’occasione clou per acquistare i capi d’abbigliamento e gli oggetti “adocchiati” negli ultimi mesi e che magari durante l’anno arrivano a costare anche il doppio.
Per i commercianti, che quest’anno hanno assistito ad una nuova tornata di chiusure da parte di tantissimi competitor, è il momento di rivedere un po’ di liquidità e cercare di capire se tira davvero aria di ripresa.
Per il mercato (e il Paese) nel suo complesso, i saldi invernali di gennaio 2014 potrebbero evidenziare il sentiment di imprese e consumatori sulle prospettive dell’economia a breve e medio periodo, o dare addirittura il via a quella graduale inversione di tendenza del trend da tanto attesa.

L’unica regione italiana ad essere già partita con i saldi invernali 2014 è la Sardegna, tragicamente sconvolta dall’alluvione dello scorso 18 novembre. I saldi, nei sessanta comuni colpiti dalla catastrofe, sono stati anticipati al 6 dicembre.
Il prossimo 2 gennaio, invece, partirà la Campania, mentre Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto inizieranno i saldi dal 4 gennaio.
In Trentino Alto Adige saranno i commercianti a stabilire una data.

Come ogni anno, il consiglio è quello di confrontare i prezzi nei vari negozi e valutare gli sconti rivolgendosi innanzitutto al proprio negoziante di fiducia.
In linea di massima, infine, meglio diffidare degli sconti superiore al 60%: spesso non corrispondono al vero e non di rado si tratta di “merce di deposito” (anche appetibile, spesso), ma non di veri saldi.

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