Sabato arrivano i saldi estivi: la data di partenza ufficiale in gran parte delle città italiane è infatti il 6 luglio, anche se qualcuna ha già anticipato.
Secondo le stime dell’associazione delle imprese della moda (Fismo), gli sconti iniziali praticati dagli esercenti dell’ abbigliamento saranno più elevati del solito, tanto che sarà facile vedere ribassi del 50% fin dal primo giorno, mentre lo sconto minimo non dovrebbe scendere sotto il 30%.
Lo scontrino medio, continua la Fismo Confesercenti, dovrebbe attestarsi sui 165 euro, in flessione del 10% circa rispetto ai 184 euro registrati nell’estate 2012.
I prodotti più ‘gettonati’, in virtù degli studi dell’associazione, saranno giacche e copriabiti in generale, vestiti di alta qualità, calzature e accessori, anche se la quota di spesa destinata dalle famiglie al vestiario, sottolinea Fismo, si è attestata ormai al 7,1%: una quota ben lontana dal 13,6% registrato dieci anni fa, quando l’Italia, con il Giappone, stazionava ai vertici delle classifiche mondiali.
Per il presidente Roberto Manzoni, tuttavia, questi saldi estivi rappresentano anche (o soprattutto) una doppia opportunità, per consumatori e commercianti.
La crisi dei consumi e la situazione climatica incerta – ha commentato Manzoni – hanno rallentato le vendite primaverili. Per questo i prossimi saldi estivi saranno una duplice occasione: per i clienti, che potranno usufruire di sconti iniziali eccezionali, fino al 50%, e per i commercianti, che avranno invece la possibilità di esaurire le giacenze accumulate in un anno eccezionalmente difficile”.
Il 2013 ha registrato un continuo calo delle vendite dell’abbigliamento, – ha aggiunto – diminuite nei primi quattro mesi del 4,6% sullo stesso periodo del 2012. Alla riduzione dei consumi è corrisposta una significativa emorragia di imprese: il settore ha visto un saldo negativo di oltre 4.000 negozi, spariti senza essere sostituiti. Il nostro auspicio è che i saldi possano sancire l’inizio di un’inversione di tendenza: cambiare guardaroba per cambiare il destino del settore moda italiano, che vale circa 66,5 miliardi di euro”.

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