La disparità tra uomo e donna torna a far discutere in Italia in relazione ad un rapporto sul gap salariale portato a termine dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti.

Ci sono delle ragazze che, specie nel sud Italia, dopo la scuola dell’obbligo sono costretta a restare casalinghe, a non studiare a trovarsi una piccola occupazione. E’ chiaro che non stiamo parlando del loro salario. Non vogliamo nemmeno parlare delle donne che lo stipendio proprio non lo percepiscono come le casalinghe.

Qui in gioco ci sono le buste paga delle ragazze che studiano, hanno sempre studiato e portato a casa dei voti ottimi sia nelle materie umanistiche, sia in quelle scientifiche e poi, al momento di discutere con il datore di lavoro lo stipendio, si trovano penalizzate.

E’ una discriminazione ufficiale e l’analisi della busta paga non perdona: le donne, nel passaggio dalla scuola al lavoro, sono penalizzate ed hanno un salario che è mediamente del 37 per cento inferiore a quello dei fratelli, degli amici, dei partner del sesso opposto.

Lo studio che abbiamo accennato in apertura cerca di dimostrare che la disparità di reddito tra uomini e donne non dipende dalla scelta formativa fatta, a favore di studi tecnici piuttosto che umanistici ma affonda la sue radici nella discriminazione.