Della Ryanair si stanno occupando tutti i maggiori giornali e non per gli strabilianti risultati in termini di fatturato, numero di passeggeri e incremento delle rotte nazionali ed internazionali nel nostro paese. Sotto accusa ci sono le furberie della compagnia irlandese su contratti e tasse. Dario di Vico del Corriere della Sera ha approfondito il tema legato alle scorrettezze della Ryanair. Sicuramente questa compagnia aerea ha avuto il merito di approfittare delle carenze e delle difficoltà di Alitalia, conquistando man mano un gran numero di scali interni.

Adesso però sembra profilarsi il reato di evasione contributiva e non si tratta dei soli “quattro spicci”. Stavolta in ballo ci sono 12 milioni di euro e versamenti non effettuati, Inps e Inail, ai dipendenti italiani della compagnia aerea.

Com’è stato possibile?

Il fatto è che Ryanair, per molto tempo, è stata al sicuro, non era concorrenziale, forse perché poco conosciuta per cui i suoi avversari non l’avevano considerata. Adesso la sua potenza commerciale è enorme e ci si sente in dovere di farle le pulci.

Qualcosa che non va c’è: Ryanair ha la sua sede a Dublino e in Italia è rappresentata dalla Meridian Vat che ha la sua sede a Napoli. Gli stipendi dei dipendenti, italiani o stranieri che siano, sono tutti accreditati su conti irlandesi e sottostanno a contatti di diritto irlandese.

In questo modo Ryanair non paga le tasse e i contributi in Italia ma in Irlanda dove sicuramente i costi sono inferiori a quelli applicati nel Belpaese.