Fino a questo momento molte compagnie aeree avevano resistito alla crisi economica e avevano proposto delle tariffe competitive per far fronte al calo della domanda di trasferimenti da parte di passeggeri, turisti o lavoratori che siano. Adesso anche i colossi del low cost cedono. 

Ryanair l’abbiamo citata più di una volta facendo un paragone con Alitalia perché la nostra compagnia di bandiera si è trovata in difficoltà nei mesi scorsi, anche per la gestione del traffico interno, mentre Ryanair continuava ad aumentare il numero degli scali e delle tratte.

Adesso la compagnia aerea irlandese ha subito una battuta d’arresto, oltre le accuse già incassate nei mesi scorsi, visto che nel secondo trimestre deve far fronte ad un calo del 29% dei profitti. Diminuisce anche l’utile netto che passa dai 139 milioni di euro dell’anno scorso ai 99 milioni di euro di quest’anno.

Le entrate in aumento per il mese di giugno, quindi, si devono più che altro alla crescita dell’11 per cento del traffico aereo e soprattutto ad un ritocco, al rialzo, delle tariffe per i passeggeri. Cosa allora fa diminuire gli utili a fronte di 1,28 miliardi di entrate totali per giugno?

L’aumento dei costi dei carburanti che volente o nolente non interessano soltanto il territorio italiano. i costi dei carburanti, come spiega bene la Reuters, sono cresciuti del 27% nell’ultimo anno.