Crollo in borsa e degli utili per la Ryanair, la compagnia di bandiera irlandese primo tra i vettori low costi. C’è già chi urla alla fine del sogno di volare a bassi costi, ma sta di fatto che l’azienda sta vivendo momenti di grande crisi. Tanto che ha già annunciato che questo inverno ci sarà una forte riduzione della frequenza dei voli e del prezzo dei biglietti, il tutto per cercare di fronteggiare il calo di utili previsto per il 2013.

Il ceo della compagnia irlandese, Michael O’Leary, mercoledì durante una conference call ha sottolineato che il gruppo farà molta fatica a raggiungere il suo obiettivo di vendite per la fascia bassa di prezzo, pari a 570 milioni di euro per l’anno fiscale che termina a marzo.

In borsa, intanto, il titolo ha perso il 15% facendo crollare a 5,78 euro il valore azionario. È la prima volta, dal 2004, che la Ryanair non metteva in dubbio i propri risultati di profitto. Le prime mosse saranno quelle di lasciare giù tra i 70 e gli 80 aerei nei prossimi mesi invernali. Meno voli, meno aerei necessari. Ma anche meno passeggeri: si ipotizza un calo di circa 500.000 unità. Per la Ryanair, comunque, è un periodo molto delicato: la concorrenza c’è ed è molta, ma oltre a questo sono da registrarsi le molte denunce di alcuni piloti sul contingentamento del carburante e sulle politiche della riduzione dei costi, che hanno portato a grandi critiche, e molte altre questioni di organizzazione interna.