Tempo fa abbiamo parlato di un accordo economico-fiscale tra la Svizzera e i paesi che l’attorniano. La confederazione elvetica ha già stretto una relazione con la Germania che è diventata d’esempio per gli altri paesi, tra cui anche l’Italia. L’obiettivo degli accordi è recuperare un po’ di soldi, ma qualcosa non ha funzionato.

Sui maggiori quotidiani che si occupano di economia e finanza, si punta l’indice contro gli accordi elvetico-tedeschi che hanno dato il la alle intese degli altri paesi con la Svizzera. Il fatto è che secondo gli esperti del settore, che operano in Germania, questi accordi “salvano gli evasori“.

Mercoledì scorso, in Germania, è andata in onda una trasmissione che provava a spiegare l’evento che divide gli animi. Sicuramente i più preoccupati, adesso, sono proprio gli evasori.

Molti cittadini hanno iniziato a far rientrare in Patria i loro investimenti ed hanno dovuto fare i conti con l’intensificazione dei controlli sulle frontiere. Sotto questo aspetto, nel 2011, si registra un record: 2295 sequestri di valuta alle frontiere.

Se gli evasori, però, restano con i loro conti in Svizzera, e resistono un attimo alla pressione, possono beneficiare poi di qualche sconto, legalizzare i fondi in modo anonimo, e risparmiare sulle tasse rispetto ai contribuenti onesti che hanno tenute la stessa quota di risparmi in patria.