La rottamazione delle cartelle Equitalia non saldate riguarda anche quelle per cui era già stata richiesta una rateazione in precedenza e per cui la stessa è ancora in corso. Grazie alla rottamazione, dunque, i cittadini possono definire anche i debiti che derivano da dilazioni precedenti, sia che le stesse risultino ancora pendenti sia che risultino decadute. Per le rateazioni in corso pendenti – e solo per queste – c’è però l’obbligo di pagare le rate in scadenza dal primo ottobre al 31 dicembre 2016.

La possibilità di chiedere la rottamazione per le cartelle Equitalia per cui era già stata richiesta in precedenza una rateazione e conseguentemente di ottenere i benefici concessi dalla normativa, è specificata all’interno dell’articolo 6, comma 8 del decreto legge 193/2016. La norma, in realtà, distinguerebbe le rateazioni in corso – ossia quelle in essere – e le rateazioni non decadute. Per queste ultime vigerebbe l’obbligo di dover saldare i pagamenti in scadenza dal primo ottobre al 31 dicembre, come detto.

Tale norma dovrebbe rappresentare un deterrente conto quanti abbiano pensato di smettere volontariamente e senza ragione alcuna di pagare le cartelle Equitalia dal momento in cui è stata ufficializzata la notizia che sarebbe stata avviata una rottamazione. Alcuni aspetti della legge dovranno essere dunque chiariti. Per il momento si può ipotizzare che dovrebbero poter accedere alla rottamazione quelle rateazioni in corso alla data del 24 ottobre, ossia quella di entrata in vigore del decreto legge 193/2016. Avrebbe poco senso, infatti, concedere ulteriori rateazioni a coloro che la rateazione l’hanno ad esempio ottenuta successivamente a quella data.

Sempre per quanto riguarda la rateazione in corso, la rottamazione dovrebbe essere possibile soltanto per le rate del trimestre in corso e non per quelle scadute prima. Una logica che vuole tutelare debitori che non siano stati del tutto inadempienti.