E’ iniziato ufficialmente lo sgombero del campo nomadi abusivo in lungo Stura Lazio a Torino. Negli ultimi giorni associazioni, Croce Rossa e forze dell’ordine hanno provveduto ad allontanare le prime trenta persone. Entro l’anno toccherà trovare una sistemazione agli altri 770 rom censiti la scorsa estate dalla polizia municipale.

Dove andranno a finire? Non certo nelle case popolari, o peggio in case di lusso, come hanno scritto diversi siti (nella rete l’informazione è libera e per questo può nascondere una marea di bufale...). Tutte le famiglie che accettano di entrare in percorsi di accompagnamento e inclusione devono firmare un patto con cui si impegnano a mandare a scuola i propri figli, seguire corsi di italiano e prestare attenzione alle cure sanitarie per tutta la famiglia.

I nuclei destinati ad entrare nelle residenze temporanee hanno anche uno o più componenti che lavorano, perché nella loro nuova dimora pagheranno un affitto e le utenze. Per gli altri ci saranno diverse possibilità: dal rimpatrio volontario all’allontanamento immediato per chi non ha titolo, passando per la possibilità di trasferirsi nel campo autorizzato di via Germagnano o nell’area di transito di corso Tazzoli. E poi ci sono le opzioni ancora da vagliare, come l’individuazione di aree camping o cascine in cui insediare parte dei rom.

Chiudo con due annotazioni: l’operazione di abbattimento coinvolge direttamente i Rom e sarà progressiva (e prevede di mantenere la sorveglianza sulla zona per evitare la ricostruzione e la nuova occupazione delle aree liberate), mentre i soldi arrivano da fondi europei: 5 milioni.

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