Matteo Renzi non guarisce dalla sua malattia. Ha imparato che gli annunci martellanti su tutte le riforme che il suo governo avrebbe dovuto fare – e non ha fatto – finiscono per avere un effetto boomerang. Però ogni tanto non ce la fa, deve fare qualche annuncio. E così ha deciso di anticipare le proposte che il governo farà ufficialmente domani mattina sulla scuola con una e-news sul suo sito.

In poche parole arriva al punto “Si tratta di proposte, non di diktat prendere o lasciare. Proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull’anzianità: sarebbe, sarà, una svolta enorme“.

E poi spiega: “metteremo più soldi, ma facendo comunque tanta spending review: perché educare non è mai un costo, ma gli sprechi sono inaccettabili soprattutto nei settori chiave“.

Non so voi, ma a me il messaggio che traspare da queste parole è chiaro. I soldi ci sono ma sono pochi, per cui a chi lavora nella scuola – e ai sindacati – verrà proposto qualcosa che sembra un mezzo ricatto: io vi propongo di immettere in ruolo tanti precari, ma in cambio voi accettate che gli scatti vengano dati in base al merito – ovvero a pochi – mentre la maggioranza dovrà accontentarsi per tutta la carriera di guadagnare poco.

Se parliamo di merito si potrebbero fare delle proposte alternative (foto by Infophoto). Tirare fuori più soldi per premiare tutti i meritevoli e magari cacciare dalla scuola quelli che scaldano solo il loro posto di lavoro