La commissione Finanze della Camera dei deputati ha approvato ieri il decreto legge Imu-Bankitalia, senza modifiche, come richiesto dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.
Le principali misure del provvedimento sono l’abolizione della seconda rata Imu, sostituita poi con la mini-Imu, l’aumento di capitale della Banca d’Italia (e le nuove regole sull’azionariato), gli incrementi degli acconti Ires e Irap e gli interventi per facilitare la dismissione degli immobili.

Oggi il decreto sarà in aula, alla Camera, per il via libera definitivo entro il termine di conversione del 29 gennaio: una data la cui imminenza ha spinto il ministro Saccomanni a chiedere alla Commissione di approvare il testo senza modifiche, dietro l’impegno del titolare stesso dell’Economia di “ritornare” su “cose specifiche” a Bankitalia con altri provvedimenti.
Una scelta, quella di approvare il testo in commissione Finanze senza apportare modifiche, sposata dall’intera maggioranza ma per nulla apprezzata dalle opposizioni, che hanno prontamente annunciato battaglia a Montecitorio.
Il Movimento 5 Stelle, nello specifico, vede nella rivalutazione delle quote di Bankitalia un regalo di 7 miliardi di euro alle banche private e nell’operazione di aumento di capitale di Palazzo Koch un modo per rendere accessibile a soggetti esteri la ricchezza della banca centrale italiana.